
2 / 1È il cous cous, arrivato dalla Tunisia coi pescatori di corallo nel Settecento. Non si mangia con la carne: solo verdure.
È il piatto simbolo della cucina tabarchina, quella di Calasetta e Carloforte, e non ha niente a che vedere con la cucina sarda.
Arrivò con i pescatori di corallo liguri che nel Settecento lasciarono l'isola di Tabarka, in Tunisia, e si stabilirono qui.
Si prepara con la semola cotta a vapore, condita con un brodo di verdure: ceci, cavolo, finocchio, melanzane, secondo la stagione.
A differenza del cous cous nordafricano, il cascà tabarchino è di sole verdure: niente carne, niente pesce.
Si trova nei ristoranti del paese, e in alcune case si fa ancora la domenica. È la cosa che dice meglio chi sono i tabarchini.