
2 / 1Tombe scavate nella roccia, a poche centinaia di metri dalla spiaggia. La leggenda dice che ci vivevano delle fate che uscivano solo di notte.
Sono tombe scavate nella roccia risalenti al Neolitico, costruite simili alle abitazioni dei vivi. Si trovano a poche centinaia di metri dalla spiaggia omonima.
Il nome in sardo significa case delle fate, o delle streghe. Si scavavano vicino ai menhir e ai dolmen, isolate oppure riunite in gruppi.
Secondo la leggenda le janas erano piccole fate, a volte buone e a volte dispettose, che vivevano in questi buchi scavati nella roccia e uscivano solo di notte, per non rovinarsi la pelle candida con il sole.
Si diceva che fossero abili tessitrici e che custodissero tesori nascosti dentro le grotte. È il racconto che i sardi hanno costruito attorno a tombe vecchie di cinquemila anni.
Poco distante sorge la fortezza punica di Baccu, di duemilacinquecento anni più tarda.