
2 / 1Si toglie alla quercia ogni dieci anni circa, e l'albero non muore. È il mestiere che ha fatto vivere l'entroterra gallurese.
Il sughero si estrae dalle querce da sughero che ricoprono gran parte del territorio gallurese, con una pratica particolare che si ripete circa ogni dieci anni e che non uccide l'albero.
Insieme al granito, è il materiale simbolo dell'artigianato gallurese: due mestieri di pietra e di corteccia che hanno retto l'economia dell'entroterra.
A Tempio Pausania c'è il museo delle macchine del sughero, dedicato agli strumenti della lavorazione.
A pochi chilometri, Calangianus è considerata la capitale italiana del sughero: lì il museo è ospitato in un antico convento, e si possono visitare le aziende che lo lavorano.
Gli usi sono moltissimi, e non finiscono col tappo: il percorso museale racconta l'evoluzione della lavorazione e la vita stessa del materiale.