
2 / 1Un serpente di granito lungo quattro chilometri al largo, con una torre spagnola sulla schiena e i delfini intorno.
Isola granitica disabitata di 134 ettari, quattro chilometri al largo delle spiagge di Villasimius, del cui territorio fa parte. Il nome viene dalla forma allungata e sinuosa della costa orientale, che ricorda un serpente.
Nel punto più alto, a 54 metri, sorge l'unica costruzione dell'isola: la torre di San Luigi, eretta durante la dominazione spagnola per avvistare le navi saracene lungo le coste del Sarrabus.
A nord ci sono i Variglioni, grossi scogli di granito che formano piscine naturali; a sud graniti gialli, grigi e rosati modellati dal vento. L'approdo più agevole è la Caletta d'Approdo, a nord-ovest.
È disabitata ma popolata da conigli selvatici in mezzo alla macchia, e sorvolata da aironi, gabbiani corsi e marangoni dal ciuffo, che qui nidificano. Vicino alle coste non è raro incontrare delfini e tartarughe marine.
Fa parte dell'Area Marina Protetta di Capo Carbonara come la vicina Isola dei Cavoli, distante circa un chilometro: navigazione, pesca e immersioni sono regolate, e l'avvicinamento delle imbarcazioni grandi è limitato.