
2 / 1Il corteo avanza lento, solenne, ipnotico. Ogni passo fa suonare i campanacci insieme, e il suono riempie le strade.
I Mamuthones indossano maschere facciali di legno scure, pelli di pecora o montone e sulle spalle un carico di campanacci. Avanzano con un passo rigido e cadenzato.
Gli Issohadores sono l'opposto: agili e leggeri, si muovono intorno al corteo e con sa soha, il laccio, catturano chi guarda. La rigidità degli uni contro la vitalità degli altri.
Il rito è quello del mondo rovesciato, dove per un giorno tutto è permesso e l'intera comunità partecipa. Mascherarsi è un destino, dice l'antropologo Bachisio Bandinu.
Ai travestimenti si riconosceva un'influenza sulle sorti dell'annata agricola: nonostante l'aspetto spaventoso, la loro visita era attesa e gradita, e si offrivano loro cibo e vino per renderli propizi.
Non è uno spettacolo per turisti: Mamuthones e Issohadores si nasce, e non c'è famiglia in paese senza un legame con le maschere.