
2 / 1Deledda lo chiamava l'anima dei nuoresi. In cima c'è il Redentore, e l'ultima domenica d'agosto ci sale tutta la città.
Sovrasta Nuoro e nei romanzi di Grazia Deledda è celebrato come l'anima dei nuoresi: non uno sfondo, ma un personaggio.
In cima, a circa mille metri, c'è la statua bronzea del Redentore, che guarda la città e la Barbagia intorno.
Ai piedi del monte c'è la chiesetta della Solitudine, dove Grazia Deledda riposa: è l'ultima tappa del percorso deleddiano.
Sul monte c'è anche la chiesetta della Madonna del Monte, e i boschi si percorrono a piedi.
L'ultima domenica di agosto una processione sale dalla città fino alla vetta per la Sagra del Redentore, con gruppi folk da tutta l'isola.