
2 / 1Non nascono per decorare ma per testimoniare. Raccontano sempre dal punto di vista dei più deboli contro i potenti.
Coprono le facciate delle case, le piazze e i vicoli più remoti del centro storico. Sono una cronaca collettiva, stratificata nel tempo: ogni generazione ha aggiunto la sua.
Parlano di politica e cultura, di giustizia e dissenso, di vita pastorale e di resistenza. Intrecciano episodi di storia locale e frammenti di memoria universale.
I primi sono della fine degli anni Sessanta, opera del professor Francesco Del Casino con gli alunni della scuola media. Poi molti artisti hanno aggiunto il loro.
Accanto ai temi politici ci sono le scene quotidiane: pastori che portano il gregge al pascolo, donne che lavano i panni o prendono l'acqua alla fonte. È la vita del paese, dipinta dal paese.
Sul numero le fonti divergono: da circa centocinquanta ancora visibili a oltre quattrocento.