
2 / 1Sta in un vecchio monte granatico, la banca del grano dove i contadini prendevano i cereali per la semina.
Occupa un'elegante palazzina di metà Ottocento al centro del paese, un tempo monte granatico: una banca del grano presso cui i contadini potevano chiedere i cereali per la semina a interessi agevolati.
L'esposizione, allestita dal 1983, fu la prima che un Comune riuscì a tenere nel proprio territorio invece di vederla trasferita altrove.
Conserva i corredi nuragici del villaggio di Genna Maria e un corredo votivo di epoca cartaginese e romana trovato dentro il nuraghe, quando fu trasformato in luogo di culto.
Fra i reperti più notevoli: gli strumenti per il controllo del fuoco — fornelli portatili, alari, teglie da cottura che sostituivano il forno — e le pintadère, stampi in terracotta per decorare il pane.
C'è una sezione tattile pensata per i visitatori non vedenti, e video tridimensionali che mostrano l'evoluzione del complesso nuragico.