
2 / 1Quattro voci: oche, mesu oche, contra e bassu. Cantano in cerchio, e il museo li ha messi in cerchio anche lì.
Il canto a tenore è il canto polifonico sardo, riconosciuto dall'UNESCO come patrimonio orale e immateriale dell'umanità.
Si canta in quattro voci, disposte in cerchio: oche (la voce), mesu oche (la mezza voce), contra (il contralto) e bassu (il basso).
È tramandato da padre in figlio, legato alla poesia d'improvvisazione, e racconta i momenti della vita agricola, pastorale e artigiana: la natura, la solitudine, il lavoro duro.
Il museo multimediale, aperto nel 2005, è l'unico in Sardegna dedicato a questo canto. Sta in un'ala del museo della Civiltà contadina e pastorale, dentro un'antica casa padronale col cortile lastricato.
Nella sala principale ci sono quattro colonne audiovisive in cerchio, come si dispongono i tenores: si può separare le voci e ascoltarle singolarmente. Con i visori si entra a trecentosessanta gradi fra cantori che cantano in piazza, al bar, in chiesa.