
2 / 1Costumi, gioielli, maschere e strumenti musicali. E il canto a tenore, che non si può mettere in una vetrina ma è lì lo stesso.
Il suo nome per esteso è Museo della Vita e delle Tradizioni popolari sarde, ed è gestito dall'ISRE, l'Istituto Superiore Regionale Etnografico.
Presenta la vita quotidiana e la cultura materiale degli isolani: abbigliamento, gioielli, maschere, tessuti, strumenti di lavoro, alimentazione, strumenti musicali.
Ma non si ferma agli oggetti: dà spazio al patrimonio immateriale, come il canto a tenore, la polifonia sarda riconosciuta dall'UNESCO, e come le pratiche religiose e le feste.
È lo scrigno etnografico dell'isola: se c'è un posto dove capire come si vestiva, si mangiava e si cantava in Sardegna, è questo.
I costumi che espone si possono vedere indossati durante la Sagra del Redentore, l'ultima domenica di agosto.