
2 / 1Non racconta solo Mamoiada: mette le sue maschere accanto a quelle di tutto il Mediterraneo, e mostra quanto si assomigliano.
Il museo nasce per creare un punto di contatto fra il piccolo paese della Sardegna interna e le altre regioni mediterranee che, attraverso le maschere di Carnevale, rivelano una comunione di storia e cultura.
Si articola in tre ambienti. La sala multivisiva, dove dodici proiettori introducono alle tradizioni del paese con immagini, testi, musiche e suoni. La sala del Carnevale barbaricino, con le maschere più importanti del centro Sardegna. E la sala del Mediterraneo.
Nell'ultima sala i carnevali sono divisi per area: arco alpino, penisola iberica, penisola balcanica. L'esposizione è comparata, e mette in evidenza le affinità piuttosto che le distanze.
Il percorso mostra l'uso diffuso di maschere di legno con forme animali e grottesche, di pelli di pecora e montone, di campanacci e altri oggetti che generano suoni frastornanti: sempre in comunità di contadini e pastori.