
2 / 1Per oltre un secolo è stata un carcere, e nessuno poteva sbarcarci. È il motivo per cui oggi è intatta.
È la seconda isola più grande della Sardegna, cinquantun chilometri quadrati di macchia, costa rocciosa e spiagge remote. È il più piccolo dei tre parchi nazionali sardi.
Per oltre un secolo è rimasta chiusa: dal 1885 stazione di quarantena per il colera e colonia penale, poi carcere di massima sicurezza. Chiuse nel 1997.
L'isolamento ha salvato l'ecosistema: seicentosettantotto specie floreali, di cui ventinove endemiche, e ottanta specie animali fra cui mufloni e falchi pellegrini.
Ci vivono liberi gli asini bianchi, fra i cinquanta e i settanta esemplari: sono il simbolo dell'isola.
Dal passaggio dei Fornelli partono tre sentieri: dell'acqua, fra sorgenti, ruscelli e stagni; del Castellaccio, verso ruderi medievali in cima a un colle; del granito, fra macchia e vecchie cave.