
2 / 1La pianta vista dall'alto ha la forma di una serratura: una porta fra il mondo dei vivi e quello dei morti.
È un santuario nuragico dedicato al culto delle acque, poco fuori dall'abitato di Olbia. Fu costruito nell'età del Bronzo: sulle date precise le fonti non concordano.
Fu trovato per caso, fra gli anni Venti e Trenta del Novecento, mentre si cercava una fonte d'acqua.
È lungo poco meno di diciotto metri, costruito in granito, trachite e scisto tagliati in blocchi accuratamente lavorati. La pianta esterna richiama una serratura: il simbolo di una porta fra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Il complesso ha un cortile circolare recintato da un muro massiccio lungo il quale corre un sedile — presumibilmente per il popolo durante le cerimonie — un vestibolo, e una scala di diciassette gradini che scende alla camera a tholos sopra la sorgente.
È facilmente accessibile e sta all'uscita della città: è uno dei siti nuragici più semplici da raggiungere dell'isola.