
2 / 1Venticinque gradini di basalto scendono per sei metri e mezzo. I conci sono incastrati così bene che sembra costruito adesso.
È probabilmente il più conosciuto e meglio conservato fra i templi a pozzo della Sardegna, e sorge su un altopiano basaltico nel territorio di Paulilatino.
È datato attorno all'XI secolo avanti Cristo. Il monumento è orientato da nord-nordovest a sud-sudest, e si compone di tre parti scolpite con precisione: vestibolo, vano scala e camera ipogea a tholos.
Il vano scala è trapezoidale, formato da venticinque gradini di basalto disposti in filari di conci isodomi, e scende per sei metri e mezzo. Nella parte superiore c'è una scala rovesciata, speculare a quella che si percorre.
La cella in fondo è circolare, con un diametro di circa due metri e mezzo, e la tholos a volta ogivale è alta circa sette metri. Sotto c'è la sorgente.
Intorno corre il temenos, il recinto sacro che separa l'area sacra da quella profana: la sua pianta ha la forma detta a serratura di chiave.