
2 / 1Qui il sole non entra dalla porta: entra da un foro nel soffitto, e illumina l'acqua dall'alto. In Sardegna non lo fa nessun altro pozzo.
È uno dei pozzi sacri esteticamente più belli della Sardegna. Sorge su una collina nella valle del Rio Quirra, adattandosi al pendio, a circa duecentocinquanta metri dal torrente.
L'ingresso è architravato e vi si scende per una scala di otto gradini. La camera è coperta da una pseudocupola a tholos alta circa cinque metri, e l'acqua non manca mai perché la alimenta una vena perenne.
La particolarità sta sopra: una seconda camera circolare, in parte distrutta, priva di accessi, con un foro al centro e una piccola nicchia. Comunica con la camera inferiore soltanto attraverso quel foro.
Ne consegue una cosa unica: a differenza degli altri pozzi sacri sardi, qui lo specchio d'acqua non viene illuminato dall'ingresso, ma dal foro sopra la tholos. La luce cade dall'alto sull'acqua.
Fu scoperto per caso, quando fu costruita una stalla poco più a monte. Gli scavi cominciarono nel 1982 con Maria Luisa Ferrarese Ceruti, ma il lavoro rimase inedito per la scomparsa dell'archeologa. Nel 2002 il sito fu consolidato a cura di Donatella Salvi.