
2 / 1Duemila figuranti, quarantuno gruppi folk da tutta l'isola e i carri agropastorali. Qui non la chiamano sagra: la chiamano Sa Festa.
Nata nel 1961 per dare valore agli agrumi del Sarrabus, si tiene ogni primavera e dura alcuni giorni. Ha superato la cinquantesima edizione ed è fra i Grandi Eventi della Sardegna.
Il momento centrale è la sfilata, che attraversa il centro storico: gruppi folk da tutte le zone storiche dell'isola, dal Sarrabus alla Barbagia, dall'Ogliastra alla Gallura, con cavalieri, suonatori e maschere tradizionali del Carnevale sardo.
Le traccas, o etnotraccas, sono forse la cosa più bella: carri che ricostruiscono con fedeltà scene di vita agropastorale e domestica, e tengono viva la memoria collettiva del Sarrabus.
Le vie del paese vengono addobbate con abiti tradizionali, stoviglie, arredi e foto d'epoca. Una giornata è dedicata al costume sarrabese, ai suoi tessuti e ai suoi ricami.
La sagra segna anche l'inizio della stagione turistica nel Sarrabus: chi arriva in quei giorni trova il paese sveglio e la costa ancora vuota.